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Capitolo III
Il Concilio

papa_300x234"Questo Santo Concilio desidera che le iniziative dei figli della chiesa cattolica procedano congiunte con quelle dei fratelli separati, senza che sia  posto alcun ostacolo alle vie della Provvidenza". E' un brano del decreto sull'ecumenismo, "Unitatis Redintegratio", varato dal Concilio Vaticano II (ottobre '62-dicembre '65) per riaprire il dialogo tra cattolici e protestanti. Con le sue idee da precursore, padre Puglisi si trovò subito in sintonia con la svolta conciliare e a Godrano riuscì a organizzare piccole esperienze ecumeniche di preghiera tra la comunità cattolica e il gruppo di pentecostali che tutt'ora vive nel paesino.

Ma già durante gli anni di Mondello chi l'ha conosciuto ricorda l'entusiasmo di "3P" per i documenti conciliari: li fa acquistare tutti ai parrocchiani e organizza incontri e dibattiti. Il vento nuovo e lo slargarsi di prospettive confermano alcune intuizioni che padre Puglisi aveva messo in atto subito dopo l'ordinazione: il ruolo della Chiesa locale, chiamata ad essere missionaria, ad entrare in contatto con la realtà sociale che la circonda e a farsi lievito della famiglia umana ("Gaudium et Spes", "Lumen Gentium"); il dialogo con i "fratelli separati" che seguono altre religioni o filosofie ("non si dovrà mai confondere l'errore con l'errante... l'errante è sempre e anzitutto un essere umano e conserva, in ogni caso, la sua dignità di persona", scrive Giovanni XXIII nella "Pacem in terris"); il crescente peso dei laici e la necessità dell'autocritica all'interno della stessa Chiesa ("Lumen Gentium", "Unitatis Redintegratio"); l'urgenza di una riforma della liturgia "per consentire la partecipazione piena e attiva di tutto il popolo" ("Sacrosanctum Concilium"). Fatta piazza pulita della messa in latino e della tonaca lunga fino ai piedi (a Godrano lo chiamano "u parrinu chi cavusi", il prete con i pantaloni), "3P" raccoglie in grandi scatoli e chiude in soffitta i libri studiati in seminario, ormai sorpassati. E diventa il punto di riferimento per molti sacerdoti giovani e spaesati, li guida nello studio e ai convegni in Vaticano.

A Godrano padre Puglisi conosce, però, anche momenti difficili. Il paese è ancora lacerato dall'odio per una faida che aveva provocato una quindicina di morti ammazzati. Le famiglie sono divise dal sangue e dalla vendetta. La mattina, al momento di lasciare i figli davanti alla scuola, le mamme impartiscono la logica del clan: "Tu con quello nel banco non ti devi sedere".

A poco a poco, con l'aiuto di qualche amico e di volontari che arrivano anche da Palermo (del movimento di ispirazione francescana "Presenza del Vangelo"), "3P" supera lo sconforto e riesce a organizzare varie iniziative per i bambini, tra cui una gita verso quel mare che non avevano mai visto. Poi è la volta delle "Settimane evangeliche" per le famiglie, che affrontano il nodo più difficile: il perdono. Ne scaturisce un'esperienza fondamentale per svellere le radici dell'odio.

Altre novità, fortemente simboliche, arrivano dalla liturgia. Viene abolita la raccolta delle offerte durante la messa: il cestino è posto all'ingresso della chiesa. E, durante la processione del patrono, San Giuseppe, "3P" vieta ai paesani di infilare banconote nella fascia che orna la statua. Vengono estromessi certi organizzatori di festeggiamenti che spadroneggiavano senza poi farsi più vedere in chiesa per il resto dell'anno: una battaglia che ritroveremo a Brancaccio. Memore dell'insegnamento di padre Caracciolo, infine, mette alla porta i galoppini politici e i loro facsimili elettorali.

E' uno stile nuovo che conquista. I ragazzi sono affascinati dalle escursioni al bosco della Ficuzza e alla Rocca Busambra, dalle eucarestie celebrate all'aperto, in montagna. La casa di "3P" viene soprannominata "il Colosseo" perché è sempre aperta per ricevere bambini e amici.

Il giovane parroco acquista abitudini di vita sempre più sobrie, di una semplicità francescana. Vive, di fatto, con le offerte dei contadini della zona. L'unica raccolta di soldi che ammette ha l’obiettivo di restaurare la chiesa, inagibile dopo il crollo del soffitto a causa del terremoto (un'altra analogia con Brancaccio). Quando, molto a malincuore, “3P” accetta di lasciare Godrano, nel settembre del '78, il processo di trasformazione delle coscienze e dell'intero paese è ormai innescato e inarrestabile.
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3P in foto...

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